Fascinazioni: Rete, comunicazione e tecnologie sociali

domenica, giugno 25, 2006

Comunicazione "open space"

Nel 1976 non ero ancora nato; in quell'anno la comunicazione esterna di argomento politico o sociale era totalmente dilettantesca.

Nel 1976 in Italia c'era la campagna elettorale, perché si sarebbe votato per le elezioni politiche.

In rete, tramite MUVI (sito che purtroppo non viene più aggiornato), ho scovato le due immagini di manifesti politici che sembrano anticipare, di una trentina d'anni, iniziative più attuali come The Bubble Project, oltretutto con un certo coraggio: infatti questo tipo di "apertura" ai commenti liberi - come si vede nelle foto - può essere utilizzata per sovvertire l'intento iniziale (la propaganda a favore di un partito) andando contro gli interessi del promotore...

lira mancato

mercoledì, giugno 14, 2006

Innovazione

Ho raccolto diversi pareri dopo l'EBA Forum di giovedì scorso...soprattutto tramite operatori del settore (meno dalle aziende / potenziali clienti); la percezione più significativa, che condivido, è che si sia parlato davvero poco di innovazione, presentando invece (sia negli "stand" che durante le relazioni pomeridiane) tecnologie già consolidate nel loro uso più scontato. Apparentemente quindi c'è stato poco spazio per l'immaginazione e lo sguardo al futuro, ai quali è stato preferita un'ottica di breve termine, sicuramente più concreta, ma poco incisiva quando si è trattato di parlare di forme alternative di comunicazione. Male a mio parere, perché l'aspettativa che avevo di questo evento era proprio quella di un evento/laboratorio dove condividere e immaginare.

Ciò che è stato presentato durante l'evento ha, a mio parere, ben poco di alternativo e in realtà, al di là dell'aspetto tecnologico, vive all'ombra dell'advertising tradizionale, rinnovandolo solo a livello superficiale. Tutto il discorso del mobile marketing come è vissuto da queste parti mi sembra l'esempio più evidente di questa tendenza: tutto ciò che viene fatto a livello di mobile replica il modello pubblicitario (forse perché si pensa sia più comprensibile all'investitore?), senza presentare elementi innovativi in quello che io chiamo "l'altro 50% del marketing", cioè il messaggio di comunicazione. C'è crisi creativa dalle nostre parti; le aziende e, cosa più grave, le agenzie, non sono in grado di trasferire il piano strategico di marketing in un messaggio comunicazionale coerente: questo perciò risulta scollegato rispetto agli obiettivi strategici di comunicazione.

E' inutile quindi ragionare in un'ottica "touch points", ovvero pianificare il budget pubblicitario in funzione del contesto nel quale le persone si trovano - contesto al quale è legata la fruizione di uno o più media - cercando i punti di contatto migliori in ogni contesto (cosa che a quanto vedo ancora nessuno fa pienamente), se poi il messaggio non è coerente e contestualizzato, oppure se la tecnologia utilizzata anziché migliorare l'efficacia del messaggio invade il dispositivo (ancora una volta penso al cellulare e a quanti sms pubblicitari ormai ricevo al giorno) rendendolo a tratti fastidioso per l'utente.

mercoledì, giugno 07, 2006

Sosteniamo i creativi...

Oggi ho voglia di dire una cosa semplice semplice: sosteniamo i creativi.
Anche nel mondo online, anzi soprattutto, sosteniamone la professionalità anziché ridurli a meri grafici addetti al tutto e al di più (siti web, banner, copy, quant'altro).

Facciamo in modo che i creativi rispondano a creativi, ovvero introduciamo anche nelle web agency (o agenzie di comunicazione interattiva nate sulle ceneri delle web agency) il sistema della coppia creativa (classico nelle agenzie tradizionali, che in verità almeno nel caso di un'agenzia specializzata in online media so essere già applicato): art director e copy writer che lavorano in coppia sui progetti e che rispondono ad un direttore creativo, non ad account, tecnici o planner. In poche parole, sono per l'autogoverno dei creativi.

Esigiamo che i creativi implicati in comunicazione interattiva capiscano anche la tecnologia, ovvero abbiano un background di base che permetta loro di sfruttare la tecnologia ai fini della creatività, soprattutto quando la tecnologia dispiega nuove possibilità, non praticabili offline...dove la tecnologia poco c'entra.

Semplice...no?
Una postilla: perché tutto ciò?
Perché vedo ogni giorno persone che dall'alto (dai manager/venditori) vengono vendute come creative complete (con tanto di vanto, obviously), mentre all'atto pratico e sempre dall'alto sono ridotte a grafiche esecutrici. Una nuova organizzazione più autonoma può
senz'altro aiutare ad avere creatività migliori e quindi campagne più efficaci, perché il cliente costituisce già, abbastanza spesso, uno scoglio all'innovazione (anche nella creatività), ma se i primi ostacoli vengono dall'interno dell'agenzia...

giovedì, giugno 01, 2006

Settimana corta...

Questa è una settimana corta, lavorativamente parlando...e per fortuna, viste le "grandi fatiche" che sono toccate a me e ai miei colleghi lo scorso week-end...dove praticamente non s'è dormito ;-).

La prossima sarà invece una settimana densa, soprattutto sotto il profilo degli eventi. Segnalo in particolare l'EBA forum (dove EBA sta per Everything But Advertising); l'evento si terrà il prossimo 8 giugno (giovedì) ed è organizzato da Wireless; l'intento è ovviamente quello di parlare delle forme di comunicazione che non rientrano nelle classiche forme tabellari, quelle che noi media planner acquistiamo un tot. ad esposizione (impression) o a click.

Insomma...una causa a cui personalmente sono molto interessato, dal momento che spero di costruire un futuro in cui tutti i formati pubblicitari fortemente sconnessi dal contesto di fruizione risultino fortemente ridimensionati, in favore di campagne maggiormente legate sia all'esperienza individuale del fruitore sia al momento ed al media che egli sta utilizzando. Perciò centrale in questo senso è tutto il discorso legato al mobile in senso ampio, quindi dai cellulari a tutti i device (tv inclusa) che stanno trasformandosi in stabilmente nomadi, perdendo perciò i loro confini originari, sia in termini di ibridazione dei mezzi (il web su telefonino, la radio su web - vedi podcast, ecc...) sia in termini di caduta del vincolo di fruizione ad un ambiente strettamente confinato (cade massicciamente ad esempio il vincolo all'ambiente casalingo per la fruizione della tv, così come la navigazione Internet dal pc, che sia a casa o dall'ufficio).


Nel pomeriggio ci saranno sessioni parallele dedicate a Web Marketing, Mobile Marketing, Public Relations e Network. Quest'ultima in particolare è la meno intellegibile, ma avrà come relatori tra gli altri
Luca de Biase e Paolo Valdemarin, per cui si preannuncia interessante (e scommetto che i temi riguarderanno la dimensione social del web, ovvero la sua declinazione 2.0...e con De Biase che mi auguro porti la sua esperienza sul rapporto tra editoria e web).
La registrazione è gratuita è si può effettuare qui.

Mi sembra corretto evidenziare che l'agenzia dove lavoro è main sponsor dell'evento; detto ciò, se qualcuno ha la curiosità di venire a conoscerci...troverà qualcosa di interessante da provare (a patto di avere un cellulare bluetooth).