E-ink vs. device mobili
Nel futuro dei dispositivi digitali vedo ancora la dimensione degli schermi come un problema, ma non nel senso che sono troppo piccoli quelli attualmente disponibili...al contrario, penso che non ci sia molto spazio per strumenti (come i lettori di e-book realizzati con tecnologia e-ink) non esattamente "tascabili".
Questi device sicuramente si presterebbero a diverse applicazioni nonché a modelli di business interessanti per la vendita di "quotidiani" tramite hotspot wi-fi o bluetooth (connessioni delle quali i lettori saranno dotati), ma rimane il problema della portabilità. Schermi sufficientemente grandi da rendere piacevole la lettura rendono il dispositivo di sicuro "non tascabile" e decisamente più delicato di un giornale o un libro (che si può infilare in borsa anche senza cura).
Per questo motivo credo che la vera evoluzione dei dispositivi mobili la vedremo nel campo delivideo, delle immagini, e della "musica + immagini"; in questo caso il video non è un problema (ci sono schermi già sufficienti oggi, e la cosa può solo migliorare con il tempo) e anche in questo caso esisteranno interessanti modelli di business (esistono già, vedi Itunes) per la vendita di contenuti video e audio per il mobile.
Detto questo, non mi sento in grado di prevedere boom o successi particolari, mi limito ad affermare quello che credo di intravedere nei segnali di mercato già oggi presenti; tuttavia un dubbio mi rimane e riguarda la tecnologia trasmissiva. Il DVB-H (standard analogo al digitale terrestre "casalingo" nella sua declinazione per terminali mobili), ovvero lo standard apparentemente scelto oggi per la diffusione mobile di video, è secondo me "vecchio" in partenza (come lo è la tv digitale terrestre d'altronde) perché non contempla la possibilità di fruire di servizi on-demand. Insomma, il DVB-H è broadcast puro su terminale mobile, per cui l'utente non puoi scegliere cosa vedere nel momento che gli è più comodo ma deve adeguarsi ai palinsesti creati dall'editore. Il modello che io ho in mente, e che spero di vedere affermato, è più vicino a quello dei podcast (e vidcast), ovvero servizi di abbonamento via feed rss che permettono all'utente di avere sempre aggiornati sul proprio device mobile (telefonino o altro) i contenuti video che gli interessano.
Questi device sicuramente si presterebbero a diverse applicazioni nonché a modelli di business interessanti per la vendita di "quotidiani" tramite hotspot wi-fi o bluetooth (connessioni delle quali i lettori saranno dotati), ma rimane il problema della portabilità. Schermi sufficientemente grandi da rendere piacevole la lettura rendono il dispositivo di sicuro "non tascabile" e decisamente più delicato di un giornale o un libro (che si può infilare in borsa anche senza cura).
Per questo motivo credo che la vera evoluzione dei dispositivi mobili la vedremo nel campo delivideo, delle immagini, e della "musica + immagini"; in questo caso il video non è un problema (ci sono schermi già sufficienti oggi, e la cosa può solo migliorare con il tempo) e anche in questo caso esisteranno interessanti modelli di business (esistono già, vedi Itunes) per la vendita di contenuti video e audio per il mobile.
Detto questo, non mi sento in grado di prevedere boom o successi particolari, mi limito ad affermare quello che credo di intravedere nei segnali di mercato già oggi presenti; tuttavia un dubbio mi rimane e riguarda la tecnologia trasmissiva. Il DVB-H (standard analogo al digitale terrestre "casalingo" nella sua declinazione per terminali mobili), ovvero lo standard apparentemente scelto oggi per la diffusione mobile di video, è secondo me "vecchio" in partenza (come lo è la tv digitale terrestre d'altronde) perché non contempla la possibilità di fruire di servizi on-demand. Insomma, il DVB-H è broadcast puro su terminale mobile, per cui l'utente non puoi scegliere cosa vedere nel momento che gli è più comodo ma deve adeguarsi ai palinsesti creati dall'editore. Il modello che io ho in mente, e che spero di vedere affermato, è più vicino a quello dei podcast (e vidcast), ovvero servizi di abbonamento via feed rss che permettono all'utente di avere sempre aggiornati sul proprio device mobile (telefonino o altro) i contenuti video che gli interessano.






1 Commenti:
Io non sono completamente d'accordo.
E' vero che il DVB-H è ancora "mass" television, è broadcast, nel senso letterale del termine, con tutti i limiti dell'interfaccia.
Ma il DVB-H non nasce per fornire contenuti personalizzati. La "personal" tv, quella più vicina al modello podcast, la si avrà attraverso la rete radiomobile di terza generazione e oltre (UMTS, HSPDA). Il contenuto personalizzato lo si scaricherà dunque a pagamento e on demand via rete radiomobile e non via DVB-H (mandare in aria i contenuti video richiesti entropicamente dall'utenza significherebbe saturare le risorse spettrali e di banda).
Il modello è chiaro e mi sembra che il gruppo H3G sia in vantaggio competitivo rispetto ai competitors.
My 2 cents ...
Roberto
By
Ciacci, 00:34
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