Convergenza tra stampa e blog
Secondo alcuni i giornali (in particolare i quotidiani) in futuro risentiranno della “concorrenza” creata dai blog di stampo giornalistico, sia per la tempestività che alcuni blogger dimostrano nella diffusione di notizie dell’ultimo minuto, sia perché i blog offrono punti di vista e opinioni di buon livello sui fatti di cronaca (in particolare credo che si tratta della maggior vicinanza che un blogger ha nei confronti di chi legge...in fondo siamo tutti persone che hanno iniziato navigando). C’è però uno scenario – quello più probabile – nel quale i nuovi media e la carta stampata convivono e si alimentano a vicenda. Già ben noto in Italia è il caso di Nova24, supplemento tecnologico de Il Sole 24 Ore che si fa contaminare spesso dalla Rete, servendosi anche di giornalisti-blogger. L’ultima novità nell’ambito della convivenza/convergenza di stampa e blog, recensita da Techcrunch, è rappresentata da BlogBurst, un servizio di content sindycation che “vende” alle grandi testate giornalistiche contenuti prelevati da blog autorevoli.
Se da un lato si ottiene l'effetto benefico di contaminare la carta stampata con fonti di informazione più fresche e meno influenzate da logiche di potere e di redazione, dall'altro è singolare che non ci sia una forma di revenue sharing con gli autori dei blog, i quali aderendo a Blogburst ricevono come beneficio unicamente la visibilità al proprio nome ed al proprio blog.
Se da un lato si ottiene l'effetto benefico di contaminare la carta stampata con fonti di informazione più fresche e meno influenzate da logiche di potere e di redazione, dall'altro è singolare che non ci sia una forma di revenue sharing con gli autori dei blog, i quali aderendo a Blogburst ricevono come beneficio unicamente la visibilità al proprio nome ed al proprio blog.






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