Fascinazioni: Rete, comunicazione e tecnologie sociali

domenica, aprile 30, 2006

Discorsi politici

Una riflessione postuma su quelli che sono stati i "duelli" televisivi tra i candidati alle scorse elezioni politiche. I due dibattiti (che in fondo dibattiti non erano) sono stati decisamente poco interessanti...e ciò a causa delle domande abbastanza scarse poste dai due giornalisti/intervistatori. I giornalisti mediamente non sono mai stati in grado di "interrogare" gli uomini politici su questioni rilevanti, e i duelli ne hanno fornito conferma.

A mio parere non dev'essere consentito agli uomini politici di non rispondere alle domande, di essere evasivi e di non dibattere con chi li intervista; l'intervistatore ha il dovere di richiamare l'intervistato, anche pesantemente, perché chi intervista rappresenta (o almeno dovrebbe farlo) la voce del popolo/curioso/interessato a farsi un'idea, e una persona mediamente intelligente in genere non si accontenta della prima risposta che gli viene data, soprattutto se fumosa o addirittura fuori tema (ad esempio Berlusconi non ha quasi mai risposto alle domande poste) come quelle che tutti hanno visto durante i "duelli".

Venendo al punto, dopo aver rilevato che i giornalisti non sono più in grado (sempre mediamente) di rappresentare gli interessi e le curiosità dei loro lettori/elettori, propongo (banalmente) che gli intervistatori dei prossimi dibattiti politici vengano presi da ambiti a contatto diretto con le tematiche che potrebbero (e dovrebbero) essere oggetto di domanda, quindi: ricercatori scientifici, insegnanti, medici, commercialisti, operai, studenti, ecc...andando a pescare in particolare da quei bacini di persone più attente alla valenza dell'informazione, politica e non, e delle tecniche manipolatorie del consenso e della comunicazione in generale (e in questo senso chi naviga in internet, detiene un blog, in genere fa parte di questo gruppo).

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